Ubuntu a 360°, Le migliori applicazioni per sfruttarlo al meglio (parte I – Introduzione)

ottobre 7, 2008

Avrò installato in questo momento sul mio UbuntuPC almeno 2 migliaia di programmi, 4 diversi DE, centinaia di Plugin dipendenti da altrettanti software, insomma in parole povere ho sperimentato di tutto e di più per capire sia come si comporta Ubuntu nelle situazioni più difficile e sia come potrebbe reagire sotto le mani di un inesperto. Il risultato è stato che Ubuntu continua imperterrito a funzionare a scapito di un lieve rallentamento dell’avvio forse a causa di oltre 400-500 programmi che deve lanciare in fase di boot, ahahahahahahahahah ho cercato di massacrare Ubuntu ma lui ha massacrato me.

Introduzione alla Guida Ubuntu a 360°

Parleremo di tutti i programmi che sono reputati sia dalla comunità e sia da me come i migliori in un determinato campo e ovviamente i programmi preinstallati verranno trattati solo marginalmente vista la mole di informazioni che c’è già in giro riguardo loro. Si darà molta importanza a quei programmi che non sono immediatamente accessibile dal menù Applicazione e che necessitano di essere installati. La guida verrà organizzata così come è il menù Applicazioni di Ubuntu, quindi i capitoli che seguiranno ivi compreso saranno:

1.Introduzione e Presentazione Guida
2.Accessori
3.Audio e Video, molto probabilmente questo capitolo verrà diviso in sotto articoli vista la sua importanza e ampliezza di contenuti.
4.Giochi, daremo maggior rilievo ai giochi 3D che sono sostenuti da una grande comunità, trattare tutti i giochi sarebbe impossibile.
5.Grafica, non solo Gimp….questo lo conoscono tutti a che serve parlarne
6.Internet, le applicazioni che possono facilitarci la vita, curiosità, possibilità di guadagno etc etc
7.Istruzione, i programmi che non ti aspetti, quelli che ti sorprendono…..bloccarsi per ore a giocare ad un quiz per bambini ti garantisco che non te lo aspetti eh eh.
8.Programmazione, gli strumenti migliori, quelli più semplici e pensati per chi muove i primi passi
9.Strumenti di Sistema, tutto il necessario per poter scavare a fondo il nostro OS, conoscerlo e viverlo il più possibile. Tutti gli strumenti per ottimizzarlo e piegarlo al nostro volere secondo le nostre più assurde esigenze.
10.Ufficio, non solo openoffice.org
11.Wine, ottimizzarlo, sfruttarlo e disquisizione sulla possibilità di abbandonarlo
12.Personalizzazione Grafica
13.Amministrazione
14.Varie ed eventuali

So che può sembrare un’impresa titanica ma so che sarebbe davvero utile per i nuovi utenti che installano Ubuntu e tornano indietro tra le braccia fredde di Windows subito dopo il primo riavvio per paura di smarrirsi in un mondo che non conoscono. Come al solito gli argomenti verranno trattati nel modo più semplice possibile e con diverse analogie con il mondo Windows perchè è proprio ai Windowsiani che è dedicata questa guida, a coloro che muovono i primi passi oppure ai curiosi che vogliono sapere qualcosa in più o qualcosa di diverso. L’approccio comunque resterà sempre semplice, niente cose difficili.

Ulteriori informazioni sulla Guida

Ogni argomento sarà corredato da una folta lista di risorse web e approfondimenti. Alla fine della Guida sarà creato il Sommario definitivo ed, eventualmente verrà raccolto tutto il materiale in un ebook pdf e/o altri formati. Mi riservo la possibilità di non seguire in modo preciso l’iter sopra descritto, potrei quindi decidere di pubblicare prima il capitolo Wine di quello Istruzione. Spero di poter completare l’intera guida entro e non oltre 15-20 giorni, questo significa che dovrò pubblicare un articolo al giorno e qualcosa in più.

L’obiettivo è quello di far conoscere al grande pubblico programmi utilissimi ma a volte sconosciuti e di dare le conoscenze base per il loro utilizzo, di stimolare la curiosità e la voglia di immergersi in un mondo nuovo, lucente che ci offre libertà e possibilità infinite.

Eventuali collaboratori
Nel caso in cui vi fosse qualcuno che volesse collaborare alla realizzazione della guida si faccia avanti rilasciando un commento mirato, Lasciare la propria mail per essere ricontattati. E’ chiaro che il collaboratore avrà tutti gli onori del caso.

Notizia non inerente alla guida
Ho da poco acquistato un dominio e un piano host su Webperte, a breve procederemo al passaggio, non appena saremo pronti saranno rese pubbliche le relative informazioni. Al momento sto attendendo il placet del Nic.

A Presto con il secondo capitolo.

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Ubuntu, installare programmi, uso di Apt, dpkg e Synaptic

ottobre 3, 2008

In Ubuntu non esistono i file .exe, questo lo avrete notato immediatamente e se all’apparenza ciò possa sembrare un limite con il passare del tempo ci si accorge che l’uso dei pacchetti è un metodo molto più veloce, ottimizzato ed efficace del file .exe made in Windows.
Non sono qui però per elencare i pregi di APT ( Advanced Packaging Tool, lo strumento per la gestione avanzata dei pacchetti ) questo magari lo faremo in un altro articolo.

Come installare i programmi

Synaptic

Synaptic è l’interfaccia grafica di APT, ci consente di installare , rimuovere, aggiornare i programmi senza neanche pensare di aprire il terminale, un fantastico strumento per chi ha ancora paura della riga di comando.
Per aprire Synaptic andare su Sistema → Amministrazione → Gestore Pacchetti Synaptic

In Synaptic possiamo:

Aggiornare l’elenco dei Pacchetti

Utile quando abbiamo da poco cambiato i repository, per farlo basta premere su “Ricarica”, questo ci consente di avere la lista dei pacchetti aggiornata e quindi di essere certi che quando cercheremo un pacchetto sarà l’ultima versione disponibile quella che troveremo.

Cercare un Pacchetto
Per cercare un pacchetto basterà cliccare su Cerca, si aprirà una finestrella dove scrivere il nome del pacchetto desiderato.

Installare un pacchetto
Una volta cercato e trovato il pacchetto desiderato installarlo sarà un gioco da ragazzi. Clicchiamo sul quadratino di spunta che precede il nome del pacchetto desiderato e poi clicchiamo ancora su “Marca per l’installazione” e poi su “Applica”. Synaptic provvederà a scaricare il pacchetto insieme alle dipendenze solo dopo aver accettato ancora l’effettiva installazione, Premete su Ok e vi ritroverete il programma installato e pronto in un attimo.

Rimuovere Pacchetto
Allo stesso modo di come si installa si può rimuovere un pacchetto. Cliccate sul quadrato di spunta che precede il pacchedo che si desidera disinstallare e poi cliccate ancora su “Marca per la rimozione” oppure “Marca per la rimozione completa”. Il primo metodo elimina il programma e basta mentre il secondo eliminerà anche i file di configurazione, a voi la scelta.

Aggiornare i pacchetti
Per aggiornare i pacchetti basterà cliccare su “Marca tutti gli aggiornamenti”

Aggiungere rimuovere repository (per questo visionate questa video guida)

APT, gestione tramite terminale

Con il tempo si noterà che usare il terminale ci farà risparmiare moltissimo tempo, con un po’ di buona volontà potrà diventare un nostro fedele amico. Un semplice comando potrà evitarci 300 click. E adesso vediamo come fare le stesse cose che abbiamo spiegato prima tramite terminale.

Aggiornare ogni pacchetto alla versione più recente:

sudo apt-get upgrade

Cercare nell’elenco dei pacchetti disponibili:

apt-cache search parolachiave

Installare un pacchetto:

sudo apt-get install nomeprogramma

Rimuovere un pacchetto:

sudo apt-get remove nomeprogramma

Rimuovere completamente un programma:

sudo apt-get remove –purge nomeprogramma

dpkg, intervenire direttamente sui pacchetti deb

L’utilizzo di dpkg, a dire il vero, non è così utile come ad esempio APT. Questo che ho detto però deve restare tra noi altrimenti i Linuxiani di un certo livello potrebbero tutti insieme attaccare il mio blog e distruggerlo. Quindi come dicevamo (eh eh) dpkg è un utilissimo strumento che ci consente di intervenire in modo diretto su un pacchetto .deb, Per chi non sapesse ancora cosa è un pacchetto deb ve lo spiegherò in modo breve. Un pacchetto deb è un programma bello e pronto all’installazione, doppio click e tutto fila liscio, sarebbe il file exe di Ubuntu (di tutte le distro basate su Debian) ma, ovviamente molto più performante e ottimizzato. Vediamo come interagire tramite Terminale.

Installare un pacchetto:

dpkg -i nomepacchetto.deb

Rimuovere un pacchetto con:

dpkg -r nomepacchetto (senza il .deb)

Rimuovere completamente un pacchetto con dpkg

dpkg -P nomepacchetto (senza il .deb)

Nel primo caso “Installare un pacchetto” resto dell’idea che sia preferibile un doppio click.

Cari amici a presto con la prossima guida!


FileSystem quale scegliere? Ext2, Ext3, ReiserFS, XFS o JFS?

ottobre 1, 2008

Per quanto possa sembrare complicato per chi muove i primi passi un Filesystem non è nient’altro che il metodo con la quale vengono organizzati e salvati i file nei nostri dispositivi, siano essi hard disk, penne usb, schede flash, memorie rimovibili etc etc. In parole  povere il filesystem è un traduttore, un interprete di dati, oppure potrebbe essere paragonato ad un bibliotecario attento a catalogare e disporre i suoi libri nel migliore dei modi o, meglio, al massimo delle proprie capacità.
E’ chiaro che la scelta del filesystem a questo punto assume una grande importanza e, la scelta, molte volte dipenderà dall’uso che vorremo fare del dispositivo in questione.

Quanti filesystem esistono?
Ce ne sono molti e, sicuramente, molti ormai sono passati, non sono in uso e molti ancora io non li conosco ma i più importanti usati e conosciuti sono:

Filesystem di casa Microsoft: Fat e Ntfs

Fat : Lo sconsiglio in modo assoluto. Fat è preda di frammentazioni file estreme, ha dei limiti incredibili. Avete mai notato che nella vostra penna usb non potete mettere un file unico che superi i 4gb anche se la vostra penna è capiente il doppio? No, fate una prova. Questi limiti e pecche sono da imputare alla vecchiaia, Fat infatti è uno dei bibliotecari più vecchi in assoluto e tutte le sue versioni più recenti di certo non sono migliori. Basti pensare che Fat ha visto la luce nel 1980, Fat16 nel 1987,
L’unico vantaggio di FAT è la sua diffusione e compatibilità con praticamente tutti i sistemi operativi. Un tempo FAT veniva usata come partizione condivisa tra Linux e Windows, ad oggi conviene di gran lunga usare NTFS visto che Linux lo supporta in modo eccellente.

Ntfs: Filesystem più recente di casa Microsoft, soffre meno la frammentazione e da XP in poi ha anche il Journaling. Sicuramente è migliore di Fat ma è comunque un Bibliotecario discreto, io non lo assumerei o meglio gli farei un contratto come aiutante. Consiglio una partizione Ntfs solo per passare file da un OS ad un altro se usate un Doppio Boot.

File System di casa Apple: Mfs, Hfs, Hfs+
I filesystem di casa Apple se mi consentite non verranno neanche trattati, nominarli è già tanto. La maggior parte di noi non li userà mai a meno che non decidiate un giorno di uccidere il vostro spirito libero rinchiudendovi nella gabbia più stretta dello Zoo Mac. Basta sapere che il primo filesystem Mac è stato Mfs, il secondo Hfs e per terzo e ultimo Hfs+ un’evoluzione del precedente.

File system di livello supportati in toto da Linux

Ext2
Supportato da tutti i sistemi operativi open. Il suo vantaggio è l’assoluta assenza di frammentazioni file in quanto, in fase di scrittura, cerca di utilizzare blocchi adiacenti deframmentando al minimo.
Quindi la noiosissima operazione di deframmentazione dei sistemi Windows su Linux è quasi da dimenticare. Estremamente affidabile ma non presente il Journaling.

Scheda Ext2

Nome completo: Second extended file system
Data di introduzione: Gennaio 1993
Dimensione massima singolo file: 2Tib
Journaling: Non presente
Dimensione Massima nome file: 255 caratteri
Diffusione: Molto Alta
Utilizzo migliore: Partizione di Boot (/boot)

Ext3
E’ l’evoluzione del file system Ext2, è stato introdotto nel 2001. Molto più performante del suo predecessore ha introdotto il Journaling, un sistema di protezione dati che analizzeremo a fondo articolo. Ha tutti i vantaggi di Ext2 e ancora di più. Unica pecca il fatto che risulta leggermente più lento di Ext2 a favore però di molta più sicurezza nella protezione dati. In ogni caso Ext3 tra tutti i filesystem esaminati risulata essere il più stabile e sicuro ma di certo non il più veloce.

Scheda Ext3

Nome completo: Third extended file system
Data di introduzione:  Novembre 2001
Dimensione massima singolo file: 2Tib
Journaling: Presente
Dimensione Massima nome file: 255  byte
Diffusione: Molto Alta
Utilizzo migliore: /root o dove si desidera grande sicurezza e compatibilità

JFS
Non differisce dagli altri filesystem esaminati ma è ideale per Server, non lo consiglio su Desktop e quindi inutile parlarne. Bastai sapere che esiste eh eh.

Scheda JFS

Nome completo:  Journaled File System
Data di introduzione:  2001 (in Linux)
Dimensione massima singolo file: 16TB
Journaling: Presente
Dimensione Massima nome file: 255 caratteri
Diffusione: Media
Utilizzo migliore: Ambiente Server

REISERFS
Sviluppato da Hans Reiser che ora ha parecchi guai legali per un’accusa di omicidio rivelatasi fondata. ReiserFs è un ottimo filesystem e fino a poco tempo fa molto usato. Dopo le questioni legali di Reiser però una larga fascia della comunità che ci girava intorno ha preferito andare altrove. ReiserFs ha un successore in Reiser4 ma anche questo progetto è in dubbio. ReiserFs è fenomenale nella gestione dei piccoli file e quindi fantastico nella gestione della partizione di root anche se pecca di un po’ in affidabilità ma niente di estremamente pericoloso, anzi a dire il vero è considerato da molti estremamente affidabile. ReiserFS ha un ottimo Journaling e peccato davvero per le vicende che hanno coinvolto il suo creatore. Opensuse lo ha usato per molto tempo come Filesystem di default per la partizione root ma, adesso, anche lei lo ha abbandonato.

Scheda ReiserFS

Nome completo:  ReiserFS
Data di introduzione:  2001
Dimensione massima singolo file: 4Tib
Journaling: Presente
Dimensione Massima nome file: 3976 bytes
Diffusione: Molto Alta
Utilizzo migliore: /root

Xfs
E’ il filesystem medio per eccellenza, nel senso che non si esalta in nessun campo ma è ottimo in tutti. E’ sicuro, è veloce, è stabile. E’ fantastico nella gestione dei file più grandi di 500mb, ottimo dunque per partizione di file di grandi dimensioni come film, immagini iso o quant’altro e se la cava bene anche con i file piccolini. Xfs è anche il filesystem che stressa meno la nostra Cpu.

Scheda XFS

Nome completo:  XFS
Data di introduzione:  1994
Dimensione massima singolo file: 8 Exabyte
Journaling: Presente
Dimensione Massima nome file: 3976 bytes
Diffusione: Alta
Utilizzo migliore: Partizione dati con file molto grandi

Cosa è il Journaling?

E’ un sistema di protezione dati, ne preserva l’integrità. Se per esempio mentre state scrivendo un file se na va la luce o vi è un calo di tensione o arrestate il sistema inavvertitamente non vi saranno danni in quanto il Journaling lavora attraverso dei file di log. Insomma col Journaling si va tranquilli. Non protegge dai fulmini però eh eh.

In sintesi

Ext2: stabile, veloce ma privo di Journaling, utile per partizione di boot dove non serve scrivere ma solo leggere
Ext3: Il più sicuro, estremamente stabile ma un po’ lento sia con file grandi che piccoli
Jfs: utile in ambiente server
ReiserFs: Il re della gestione dei piccoli File, utile nella gestione della partizione Root. Le recenti vicende del suo creatore però ne compromettono il futuro
XFS: Il re dei grandi file, fantastico come partizione dati per file di grandi dimensioni.

Al solito come avete potuto notare non ci siamo persi in chiacchiere. Abbiamo analizzato i vari filesystem solo per quanto riguarda i reali vantaggi e svantaggi senza discutere sul loro funzionamento, sui blocchi e senza analizzare variabili che all’utente medio non interessano.

Vi lascio con la configurazione che alla luce di questi dati risulta migliore:

Configurazione
Boot – 100mb –  Ext2
Root – 10gb – Ext3\ReiserFS
Home – Quanto spazio si vuole – Ext3\ReiserFS
Dati – Quanto spazio si vuole – Ext3\XFS

E’ chiaro che se avete installato anche Windows sul vostro Pc è utile tenere una partizione Ntfs.

A presto.


Installazione Ubuntu Video Guida

settembre 29, 2008

Ho pensato di creare una Video Guida riprendendo in toto un’ installazione di Ubuntu affinchè chi decidesse di fare il grande passo possa analizzare, ancor prima di procedere all’installazione, di cosa si tratta. Conoscere ciò che ci aspetta è un’ottima cosa visto che la maggior parte degli utenti sono terrorizzati all’idea della fantomatica difficoltà di installare un Sistema Operativo nuovo e sconosciuto.
A dimostrazione che Linux è semplice e Ubuntu ancor di più guardatevi il filmato (dura poco non temete). Spero di far felice molti e, soprattutto, spero di poter traghettare fino all’altra sponda del fiume più utenti possibili.

Informazioni preliminari

Il video in questione dura 4.50 min ma in realtà un’installazione di Ubuntu su un PC di fascia media dura intorno ai 20 minuti. Ho deciso, quindi, di tagliare, eliminare dal filmato tutti i tempi morti, i classici tempi di attesa in cui l’utente non deve far nulla se non guardare lo schermo, eh eh.
L’installazione è ripresa dall’inizio fino alla fine e per farla è stato usato SunVirtualBox, RecordmyDesktop. L’OS installato è Ubuntu hardy 8.04, ho utilizzato il partizionamento manuale per sfatare anche il mito della difficoltà di partizionamento.

Passi importanti della guida

0.06 Scelta lingua di installazione, è stata scelta la lingua italiana
0.09 Scelta metodo di installazione, è stato scelto il metodo di installazione diretta senza passare dalla live
0.35 Scelta lingua di sistema, è stata scelta la lingua italiana
0.50 Scelta disposizione tastiera e prova di funzionamento
1.30 Inizio partizionamento manuale, sono state montate e create la partizione di root, la swap e la home
3.00 Inserimento informazioni personali
3.15 Inizio Installazione
4.05 Fine installazione e riavvio del Sistema, togliere il Cd quando richiesto e premere INVIO
4.15 Primo Login
4.50 Arresto del Sistema

E adesso Buona visione


F-spot 0.5.0 sul Banco prova parte 1, Installazione da Synaptic al volo

settembre 26, 2008

E’ da pochissimo uscito F-spot 0.5.0.1 e le novità introdotte sono molte e, alcune, anche molto evidenti. Tratteremo a breve in modo approfondito di queste novità ma per adesso vediamo come installarlo dai repository con Synaptic aggiornando il nostro F-spot all’ultima versione disponibile ancor prima che sia nato il classico pacchetto deb. Noi vogliamo anticipare i tempi? E cosi sia.

Aggiungere ai propri repository

Istruzioni per Ubuntu Hardy

deb http://ppa.launchpad.net/michelinux/ubuntu hardy main
deb-src http://ppa.launchpad.net/michelinux/ubuntu hardy main

Istruzioni per Ubuntu Intrepid

deb http://ppa.launchpad.net/michelinux/ubuntu intrepid main
deb-src http://ppa.launchpad.net/michelinux/ubuntu intrepid main

Per aggiungere i seguenti repository andare su Sistema–>Amministrazione–>Gestore Pacchetti Synaptic–>Impostazioni–>Archivi dei pacchetti–>Software di terze parti–>Aggiungi

A questo punto copiate e incollate i repository per la versione di ubuntu che usate (la prima riga già potrebbe bastare, se li volete tutte e due copiate anche la seconda ma a parte).

Adesso premete su cerca e scrivete “f-spot” e poi marcate per l’installazione ed il gioco è fatto.

Altro metodo per aggiungere i repository

1. Apriamo il terminale

2. Editiamo il file souces.list (questo è il file che contiene i repository) richiamandolo dal terminale

sudo gedit /etc/apt/sources.list

3. Aggiungiamo in fondo al file di testo le seguenti righe:

Se usiamo Ubuntu Hardy

deb http://ppa.launchpad.net/michelinux/ubuntu hardy main
deb-src http://ppa.launchpad.net/michelinux/ubuntu hardy main


Se usiamo Ubuntu Intrepid

deb http://ppa.launchpad.net/michelinux/ubuntu intrepid main
deb-src http://ppa.launchpad.net/michelinux/ubuntu intrepid main

4. Salvate il file di testo e poi aggiorniamo il database con il comando

sudo apt-get update

5. Cercate da Synaptic e installate

A tra un pò con una descrizione più approfondita e qualche screenshot.


Nvidia Serie 9 Installazione Driver su Ubuntu

settembre 24, 2008

Oggi ho incontrato un altro mio caro amico che non vedevo da un pò e parlando parlando scopro con mio grande stupore che si è convertito a Ubuntu per cause di forza maggiore. Il suo vecchio pc con Xp ormai non andava più e ha pensato di rianimarlo con Ubuntu. “Grande Scelta!” ho pensato. Mi ha poi fatto presente di aver acquistato di recente un nuovo Pc dotato di una 9600GT di cui non riesce a installare i driver per Ubuntu, prima che potesse aggiungere un altra parola ero già a casa sua con la soluzione pronta………un nuovo utente non può e non deve mai tornare indietro.

Scarichiamo e installiamo

Innanzitutto sono andato sul sito della Nvidia ho cliccato su “Drivers” ho scelto come sistema “Linux” e ho salvato il file con estensione run che ne esce fuori. Per comodità l’ho posizionato sulla Scrivania. Quindi procediamo.

1. Scaricate i driver da qui con queste scelte, (vedi immagine sotto)

Come potete notare io ho scelto ciò che mi serviva, Driver per la 9600GT (in ogni caso i driver per tutta la serie 9 sono uguali) e come sistema ho scelto Linux a 32bit, se voi avete Ubuntu 64bit scegliete quello ovviamente, :D.

2.  Cliccate su “RIcerca” e poi seguite la procedura, dovrete accettare la licenza software NVIDIA, fatelo senza pensarci troppo

3. Salvate i driver che attualmete sono alla Versione: 173.14.12 sulla Scrivania

4. Il file che avete scaricato si chiamerà più o meno così “NVIDIA-Linux-x86-173.14.12-pkg1.run”, in ogni caso dato che è molto difficile da ricordare ‘sto nome lunghissimo, io ho provveduto a rinominare i driver semplicemente “Nvidia.run” e tra un pò capirete il motivo, vi consiglio di seguire il mio esempio altrimenti annotatevi il nome completo del Driver.

5. Se avete installato i seguenti pacchetti nvidia-glx oppure nvidia-glx-new rimuoveteli da Synaptic

6. Controllate se sono presenti i seguenti pacchetti sempre tramite Synaptic: gcc, linux-headers, pkg-config, xserver-xorg-dev . Molto probabilmente saranno presenti ma in caso contrario provvedete all’installazione.

7. Premute contemporaneamente  CTRL+ALT+F1 per entrare in riga di comando, eseguite il login e digitate
sudo /etc/init.d/gdm stop in questo modo bloccheremo l’interfaccia grafica e potremo lavorare nel migliore dei modi

8. Digita cd Scrivania e premi INVIO, in questo modo ci sposteremo nella scrivania

9.  . Digita sudo sh NVIDIA.run e premi INVIO, ecco perchè vi dicevo di rinominare i Driver, se non lo avete fatto ora vitocca scrivere tutto il nome lunghissimo dei Driver. Lo avevato annotato il nome?

10. A questo punto si avvierà la procedura guidata di installazione, leggete e fate le vostre scelte alle domande che usciranno anche se dire “si” è sempre la cosa migliore.

11. Digita sudo /etc/init.d/gdm start , ciò serve per riavviare la veste grafica cioè gnome. Se tutto è andato bene vi comparirà la schermata Nvidia poco prima della richiesta di Login.

12. Se qualcosa è andato storto io sono qua, chiedete pure senza ritegno.

A presto!


Navigare anonimi con Ubuntu, Wine e Xb Browser

settembre 23, 2008

XB Browser è un Browser (perdonate la ripetizione) che ci consente di navigare in modo del tutto anonimo. E’ basato su Tor e Firefox. Per avere notizie dettagliate su Tor potete visitare il sito del progetto a questo indirizzo http://www.torproject.org. XB ci camuffa in men che non si dica senza farci perdere tempo in installazioni di estensioni di firefox, tor stesso e le successive configurazioni.  E’ anche in versione portatile, quindi ci può seguire ovunque.  Vediamo insieme come possimo scomparire dalla rete con pochissimi passaggi.

Come lo installo?
Purtroppo Xb Browser non c’è in versione Linux, neanche i sorgenti. Niente paura Wine ci aiuta e lo supporta alla grande e senza bisogno di alcuna configurazione, provare per credere.
Quindi procediamo all’installazione, prima di tutto scarichiamo il Xb Browser da qui, se non avete Wine installato potete scaricarlo dal sito ufficiale o da Getdeb, scaricate il paccheto deb in modo da installarlo con un doppio click. Per chi non sapesse cos’è qui una breve descrizione di Wine.

A questo punto,

tasto destro sul file .exe (il suo nome dovrebbe essere Latest.exe) → Apri con “Wine carica programmi Windows”

e il gioco è fatto, l’installazione andrà avanti come se fosse una normale installazione in ambiente Windows. Per verificare il funzionamento di XB Browser andate su questo sito, se l’indirizzo ip risulterà appartenere ad un paese non italiano significa che è andato tutto alla grande, il mio indirizzo risulta Tedesco eh eh.
Attenzione, quando vi si porrà la scelta tra Tor e Xbank, scegliete la prima opzione perchè la seconda è a pagamento.

Finita l’installazione Xb Browser  comparira nel menù applicazione alla voce Wine–>Programmi–>Xero Bank–>Xb Browser. Avviatelo e Buon Divertimento, sotto potete vedere uno Stamp fatto poco fa mentre lo usavo su Ubuntu.

Vantaggi
Il vantaggio di usare Xb Browser è, innanzitutto, il totale offuscamento del proprio ip e quindi l’anonimato in rete, cosa che di questi tempi pare miracolosa. Altro vantaggio sta nel fatto di non dover perdere tempo in smanettamenti vari con Tor e Firefox, qui abbiamo tutto bello e pronto.

Svantaggi
Il nostro Browser Anonimo ha 2 punti neri, il primo è il fatto che la velocità di connessione sarà molto lenta (simile ad un 56k) , il secondo è che, purtroppo, non è un programma nativo per Linux, ma noi ci accontentiamo anche di Wine vero?

A chi serve?
Solitamente il protocollo di offuscamento Tor viene usato da chi ha la necessità di essere anonimo, per motivi davvero seri, come i rifugiati di paesi in cui la libertà è più o meno inesistente, viene usato anche da qualche branca delle forze dell’ordine (questa notizia però l’ho letta ma non ne conosco l’attendibilità), viene usato per riuscire a bypassare controlli che ledono l’identità e il carattere proprio della natura  umana. Tor è uno strumento utile e non deve essere usato per fini illeciti.
Condividere la rete Tor è comunque buona cosa infatti, a quanto pare, la sua lentezza è data dallo scarso utilizzo e dalla poca banda condivisa dagli utenti. Quindi iniziate a usarlo!